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giovedì 27 marzo 2014

GLI ENIGMATICI MANPUPUNER: LE FORMAZIONI ROCCIOSE RUSSE CHE SCONCERTANO I GEOLOGI

Sul pianeta Terra esistono molti luoghi davvero incredibili. Uno di questi si trova in Russia, in una regione a ovest dei monti Urali: i Manpupuner. Si tratta di monumenti naturali unici nel loro genere, tanto da essere considerati una delle sette meraviglie della Russia. Alcuni pilastri rocciosi raggiungono l'altezza di 42 metri. Come si sono formate queste meraviglie? Oltre alle spiegazioni della scienza, esiste una meraviglio leggenda sulla loro creazione.
manpupuner

Le formazioni rocciose Manpupuner (Man-Pupu-Nyer; Мань-Пупу-нёр) sono uno dei segreti meglio custoditi della Russia.
Il turismo, infatti, fino ad ora si è attestato su livelli ragionevoli, preservando il sito e lasciandolo relativamente intatto.
Si tratta di un sito naturale davvero stupefacente: un insieme di sette giganteschi pilastri di pietra dalla forma anomala, situati nel distretto di Troitsko-Pechorsky, nella Repubblica di Komi, ad ovest dei Monti Urali.
I monoliti, presumibilmente di origine naturale, raggiungono altezze davvero ragguardevoli: da un minimo di 30 metri ad un massimo di 42 metri, stagliandosi su un altopiano collinare sul versante occidentale della montagna.
Non è ben compreso il processo che ha portato alla loro formazione, ma generalmente si pensa che i monoliti siano il risultato dell’erosione prodotta dal vento e dal ghiaccio, a partire dalla fine dell’ultima era glaciale. Alcuni ricercatori suggeriscono che i pilastri possano essere una formazione carsica, ossia formazioni geologiche causate dalla dissoluzione di strati di roccia solubile.
L’altopiano su cui risiedono i monoliti è abbastanza difficile da raggiungere, rappresentando una vera e propria sfida per gli appassionati scalatori. La maggior parte dei visitatori arriva sul sito in elicottero, ma alcuni dei più avventurosi affrontato il percorso di 140 km partendo dal villaggio di Ust.
Una volta raggiunti i Manpupuner, gli stanchi escursionisti montano il campo alla base dei giganteschi monoliti: le immagini mostrano che, tutto sommato, l’esperienza vale la fatica del viaggio.

La leggenda dei Sette Uomini Forti
Il sito dei Manpupuner conserva ancora la sua aura di sacralità, sia per i visitatori moderni che per gli indigeni Mansi nell’antichità. Molte persone che visitano Manpupuner dicono di aver provato sentimenti di profondo appagamento e di aver avvertito una sorta di energia rasserenante che permea il sito.
Si tratta di effetti simili riscontrati anche in altri luoghi megalitici, quali Stonehenge o durante la visita alle rovine dell’America precolombiana. I discendenti moderni dei Mansi utilizzano ancora oggi il sito per celebrare antichi rituali sciamanici.
La leggenda vuole che le rocce una volta erano un gruppo di antichi giganti Samoiedo Samoyeds, i quali erano diretti presso le montagne Vogulski con l’intenzione di distruggere il popolo Mansi.

Una volta raggiunto l’altopiano di Manpupuner, lo sciamano dei Mansi individuò a grande distanza il gruppo di giganti in arrivo (Vogulski significa ‘montagna nuda’, cioè priva di alberi).
Sorpreso e intimorito dall’arrivo dei sette giganti, lo sciamano lasciò cadere il tamburo cerimoniale e, immediatamente, i giganti furono trasformati nei pilastri di pietra che oggi osserviamo.
Nonostante l’evidente natura allegorica della leggenda, ci sono alcuni che credono che le rocce Manpupuner siano in qualche modo di origine artificiale, o che abbiano un qualche legame con la teoria del paleocontatto alieno, asse portante della Teoria degli Antichi Astronauti. Tuttavia, sembra abbastanza ovvio che le colonne di pietra sono una formazione naturale con una carica simbolica accessibile solo alla cultura Mansi.
La remota ubicazione del sito ne ha preservata l’integrità, rimanendo abbastanza estraneo al turismo di massa. Questo, però, è destinato a cambiare, dato che molti occidentali amanti dell’avventura sono costantemente alla ricerca di luoghi nuovi e interessanti da visitare.
Essendo i Manpupuner una delle sette meraviglie della Russia, in compagnia della Cattedrale di San Basilio e il Monte Elbrus, il potenziale turistico del luogo e i conseguenti benefici economici rappresentato una tentazione troppo ghiotta perchè gli abitanti dei piccoli villaggi della zona vi possano resistere.
La speranza è che la preservazione del sito naturale non sfugga di mano agli amministratori locali, come purtroppo è successo con il Monte Everest dell’Himalaya.

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