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L'AMORE DI DIO PER GLI ESSERI UMANI E TENERO COME IL BACIO CHE MARIA DIEDE A GESU APPENA NACQUE Redazione di Loris Paglia

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giovedì 4 aprile 2013

Papa Francesco annuncerà l’esistenza di vita extraterrestre? Il Vaticano monitora Planet X


Papa Francesco annuncerà l’esistenza di vita extraterrestre? Il Vaticano monitora Planet X
Un nuovo libro controverso sta creando non poco scompiglio all’interno della comunità Ufologica e come potete immaginare, anche nella sfera religiosa. Il libro, scritto da Cris Putnam e Thomas Horn, prevede che il neo-eletto Papa Francesco, presto discuterà delle sfide che il mondo deve affrontare.
 
Sulla base delle profezie di San Malachia, gli autori hanno correttamente previsto nel suo ultimo libro dal titoloPetrus Romanus: The Final Papa, che Papa Benedetto XVI avrebbe dato le dimissioni , invece di morire in carica. Secondo Putnam e Horn, Francesco è l’ultimo Papa, ‘ Petrus Romanus ‘, che guiderà il suo gregge fino agli ultimi giorni della Chiesa cattolica, come profetizzato da San Malachia.
 
Ma gli autori vanno oltre nel suo nuovo libro intitolato Exo-Vaticano : essi prevedono che Papa Francesco annuncerà presto l’esistenza di vita extraterrestre, e che questi alieni verranno a salvare l’Umanità, con la grande possibilità  di rilanciare gli insegnamenti cristiani.
Gli autori sostengono di aver documentato la ricerca ed elementi di prova, e le loro dichiarazioni sono a dir poco sorprendenti: esse sono basate su interviste a studiosi e scienziati cattolici che erano disposti a discutere la Profezia dei Papi e la possibilità di vita extraterrestre.
Tra i ricercatori cattolici intervistati vi è il Dr. Guy Consolmagno, un astronomo gesuita del Vaticano, che ha generato molto interesse per la stampa nel 2010, a causa del suo punto di vista sulla vita extraterrestre.  Quando gli è stato chiesto se voleva e poteva battezzare un alieno, Consolmagno ha risposto: ” Solo se loro lo chiedono “

Tra le varie altre cose, Putnam Horn sostiene inoltre che gli astronomi del Vaticano hanno trovato prove di vita extraterrestre molto vicino alla Terra, molto probabile altro sistema stellare (Planet X?). Gli autori dicono che il telescopio più importante della Specola Vaticana si trova sul monte Graham in Arizona, Stati Uniti d’America, e attraverso questo telescopio il Vaticano sta monitorando qualcosa che ancora deve essere annunciato al mondo.
Citano la dichiarazione di Padre Malachi Martin, un altro gesuita, che tanto criptico ha detto in un’intervista a US Coast programma radiofonico to Coast AM nel 1997: “  Perché la mentalità … tra coloro che [sono] …nei più alti livelli dell’amministrazione del Vaticano e geopolitica, sanno … cosa sta succedendo nello spazio e ciò che si sta avvicinando.. potrebbe essere di grande importanza nei prossimi cinque anni, dieci anni. “
Per quanto riguarda ciò che è effettivamente viene monitorato, Horn e Putnam sostengono che ” le persone che hanno familiarità con Malachia dovrebbero essere in grado di capire che tutto questo fa riferimento, all’arrivo dei visitatori (o guardiani) in un prossimo futuro…insomma un’intelligenza aliena . “
Ovviamente, con una dichiarazione così controversa come questa, il nuovo libro è già nella lista dei best seller di Amazon ancor prima del suo lancio che avverrà il 15 aprile 2013

Svelato il piano segreto del Vaticano per l’arrivo di un Dio alieno


Svelato il piano segreto del Vaticano per l’arrivo di un Dio alieno
Il Vaticano avrebbe un piano segreto per rivelare la presenza di un Dio extraterrestre, ovvero, preparare le masse all’arrivo di civiltà aliene. Quale sarebbe il successivo comportamento dei fedeli cristiani, della chiesa cattolica al rigurado? “I cristiani non hanno bisogno di rinunciare alla loro fede in Dio, semplicemente sulla base della ricezione di [queste] nuove, informazioni inattese di carattere religioso ma che riguardano civiltà extraterrestri.  Tuttavia, una volta che il” religioso verifica che queste civiltà aliene  “provenengono al di fuori della Terra”, dovranno condurre “una rilettura [del Vangelo] comprensivo dei nuovi dati …”. A dire tutto ciò è l’Astronomo  del Vaticano, eminente teologo e Professore Ordinario di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma [connesso con l'Opus Dei], don Giuseppe Tanzella-Nitti.
SVELATO IL PROGETTO LUCIFER 1 e la ricerca di “Dark Star”.
Monte Graham, Arizona, Stati Uniti. Da pochi anni sulla sommità della montagna, con l’autorizzazione del governo federale, sono terminati i lavori per la costruzione di un centro internazionale di astrofisica che comprende tre telescopi. Uno fra questi, il Large Binocular Telescope, terminato e inaugurato da poco tempo quindi ed è il più grande mai costruito. Ma a fare notizia è un altro telescopio, il LUCIFER 1 che come dichiarano i due autori di EXO VATICANA Thomas Horn e Cris Putnam , è già operativo dal 21 Aprile 2010 è di proprietà della organizzazione religiosa più grande del mondo, il Vaticano. Si tratta del  Vatican Advanced Technology Telescope (VATT) realizzato in collaborazione con l’Università dall’Arizona e finanziato dalla Vatican Observatory Foundation grazie alle donazioni dei fedeli statunitensi.
Dopo oltre un decennio di progettazione, produzione e collaudo,  LUCIFER 1  é andato online, come già detto, il 21 Aprile 2010, sarà seguito da un gemello che consegnato da poco e già operativo dal 2011.  Ogni strumento è raffreddato a -213 gradi Celsius per osservare nella gamma di lunghezze d’onda del vicino infrarosso, motivo questo, per osservare meglio le stelle Nane Brune.
Negli ultimi anni moltissimi strumenti a infrarossi sono stati messi online. il NASA’s Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) é uno di essi. Questi strumenti ad infrarossi possono essere usati non solo per osservare le galassie lontane ma anche per controllare oggetti in avvicinamento alla terra.

Dalle dichiarazioni pervenute ad alcuni ricercatori, il Vatican Observatory Foundation avrebbe costruito questo telescopio per lo stesso motivo per cui fu progettato lo Sky Hole e i telescopi Spaziali IRAS e SILOE, ovvero per dare la caccia ad un pianeta chiamato Nibiru che orbiterebbe intorno ad una piccola stella nana Bruna che orbiterebbe vicino al nostro sistema solare e forse compagna del nostro Sole. Questa stella viene denominata Dark Star o Stella oscura. Questa una delle tante dichiarazioni descritte nel libro EXO VATICANA.
Il telescopio è stato costruito nel 1990 con lo scopo di studiare i corpi celesti rinominati ‘anomali’ in avvicinamento alla terra, analogamente a quanto fatto per esempio dalla CIA, che tra i tanti suoi ‘occhi segreti’ annovera il telescopio gemello di Hubble, SkyHole 12. Inoltre il SIV fu avvisato durante gli incontri con Pio XII dell’avvicinamento di un corpo celeste al sistema solare ospitante una razza aliena evoluta e molto bellicosa.
Il progetto di Lucifer 1 quindi é gestito dal Vaticano, dall’Università di Arizona e da un gruppo misto di europei. Il  design  innovativo di Lucifer permetterebbe agli astronomi di esaminare in dettaglio e senza precedenti, regioni stellari che sono comunemente nascoste da nubi di polvere. Ma il più grande telescopio ottico del mondo, il Large Binocular Telescope sul Monte Graham,  permette agli astronomi di osservare  qualunque oggetto di luminosità molto debole, guarda caso, come le nane brune e gli Esopianeti.
Planet X fotografato dalla sonda Siloe
Come descirtto anche in passato dalle dichiarazioni fatte dal ricercatore e giornalista Cristoforo Barbato, il materiale che ricevette da un Gesuita era molto interessante e segretissimo. Si trattava di dati sensibili e Top Secret,  informazioni provenienti dai  radiotelescopi VATT e Lucifer 1 trasmessi a loro volta da una sonda inviata nello spazio remoto, inserita all’interno di un programma di esplorazione spaziale denominato SILOE, che aveva fotografato un pianeta di dimensioni enormi in avvicinamento al sistema solare. Questo avvicinamento avrebbe portato serie conseguenze per la Terra e la sua civiltà, (sciami di meteoriti e comete) nonchè un impatto socio-culturale traumatico per tutte le religioni del pianeta.

martedì 2 aprile 2013

Stati Uniti: Api annientate da una misteriosa malattia


Stati Uniti: Api annientate da una misteriosa malattia

Il 50% degli alveari negli Stati Uniti, fondamentali per l’impollinazione di numerose coltivazioni nel Paese, sono stati decimati da una malattia misteriosa nell’ultimo anno. Lo scrive oggi il New York Times, secondo cui gli studiosi non sono ancora riusciti a trovare una spiegazione valida al fenomeno, che si e’ manifestato per la prima volta attorno al 2005. Anche se molti allevatori e ricercatori sostengono da tempo che le cause della strage delle api devono essere ricercate in una nuova serie di pesticidi noti come neonicotinoidi.
 
ALLARME NELL’UNIONE EUROPEA
Mentre l’Unione Europea sta con difficolta’ considerando di mettere al bando proprio i neonicotinoidi, il dipartimento dell’agricoltura Usa dovrebbe rendere note le sue valutazioni entro maggio. Intanto, un gruppo di ambientalisti e apicoltori americani ha di recente avviato un’azione legale contro l’Agenzia federale per la protezione dell’ambiente per aver consentito l’uso di pesticidi dello stesso genere. ”I neonicotinoidi – affermano – sono stati piu’ volte identificati come altamente tossici per le api”. Secondo il Dipartimento dell’agricoltura, un quarto della ‘dieta’ americana – dalle mele alle ciliege, dalle angurie alle cipolle fino alle mandorle – dipende dall’impollinazione delle api.

Una spettacolare pioggia di meteore, le Liridi cadrà a fine mese sulla Terra – allerta alla NASA e al centro spaziale Russo


Una spettacolare pioggia di meteore, le Liridi cadrà a fine mese sulla Terra – allerta alla NASA e al centro spaziale Russo
La pioggia di meteoriti delle Liridi di quest’anno, si intensificherà dal 19 aprile 2013, mentre la fase di massima concentrazione in cui le meteore arriveranno a velocità molto elevate, si verificherà la notte tra il 22 e il 23 aprile. Secondo gli esperti, il momento migliore per osservare lo sciame delle Liridi, sarà nelle prime ore dell’alba, a partire alle tre del mattino (ora locale) fino all’alba, quando la luna si nasconde, lasciando abbastanza buio per vedere le tracce luminose dello sciame. La sua attività è considerata moderata.
Ovviamente per questo evento, sia la NASA, l’ESA, il centro spaziale e la Protezione Civile Russa, sono in stato di allerta dopo l’incidente del 15 Febbraio 2013, che ha visto la caduta inaspettata di un meteorite di 17 tonnellate sulla città di  Chelyabinsk creando danni a numerose abitazioni e 1500 feriti.
Durante il periodo di maggiore attività si potrà osservare tra le 10 e le 20 meteore per ora, anche se a volte tale cifra potrà  aumentare di 100 volte rispetto alla norma.

Tecnologia a basso costo per pulire l’Acqua


Tecnologia a basso costo per pulire l’Acqua
Buone notizie per i pesci che potranno nuotare in buone acque, nel senso letterale. Un programma di ricerca europeo ha sviluppato una nuova tecnologia per purificare le acque dell’acquario che si basa sul Led ultravioletto (LED UV-Light Emetting Diode) e sul processo di fotocatalisi.
 Un dispositivo che è stato sviluppato da un consorzio di piccole e medie imprese con l’Instituto di Tecnologia irlandese di Cork. I due ingredienti principali sono il Biossido di titanio (TiO2) e un diodo a emissione di luce ultravioletta che provocano la fotocatalisi.
“Carichiamo le sfere di vetro in un piccolo contenitore,” spiega Patrick Dunlop, ricercatore presso l’Università di Ulster, nell’Irlanda del Nord. “Poi usiamo il Led e irradiamo di luce ultravioletta il rivestimento in biossido di titanio (TiO2). L’Acqua passa nel reattore, si muove intorno alla spirale, sulle perle rivestite di biossido di titanio, e ritorna nell’acquario passando attraverso la pompa.”
La radiazione ultravioletta è oggi emessa da lampade a vapori di mercurio e trova largo impiego nella sterilizzazione di liquidi. Il mercurio è, tuttavia, costoso e dannoso per l’ambiente. È per questa ragione che l’Instituto di Tecnologia di Cork si sta concentrando sulle lampade a Led ultravioletto.
 
La prima cosa da fare è definire le sorgenti di radiazione. “L’immagine che viene visualizzata sullo schermo ci mostra l’intensità e la distribuzione della luce emessa dal Led”, dice un altro ricercatore dell’Instituto di tecnologia di Cork, Liam Lewis. “Possiamo usare questi dati per caratterizzare il dispositivo e lavorare a un livello efficiente. Si tratta di dati necessari per definire diversi modelli quando costruiremo il reattore”.
“Noi moduliamo la potenza della luce ultravioletta, misuriamo la quantità di raggi luminosi che arrivano sulla superficie in modo da poter massimizzare la distanza tra la sorgente e la superficie”, spiega Natalia Rebrova, specializzata nella modellazione al computer. “La velocità di reazione chimica e fisica dipende dall’intensità della luminosità e quindi si può calcolare la velocità alla quale l’acqua viene purificata.”
La tecnologia Led a raggi ultravioletti è in grande e continua evoluzione come spiega Niall Bolster, il coordinatore del progetto di ricerca “Aqua-Pulse”: “Questa tecnologia si sta sviluppando a una velocità impressionante, stiamo ricevendo sempre più richieste da persone che attualmente non la utilizzano, ma sono col fiato sospeso, vogliono capire quando sarà il momento giusto per impiegare il Led nelle loro applicazioni.”
La fotocatalisi ha l’effetto di decomporre i batteri. Si è scoperto che l’effetto antibatterico del Biossido di Titanio è più efficace di qualsiasi altro agente antimicrobico e presenta, inoltre, diversi vantaggi: è atossico, ha un basso costo e un’elevata efficienza foto-catalitica.
Il consorzio prima di ideare un reattore per la purificazione dell’acquario, stava lavorando su un sistema destinato alle grandi imprese. Questo piccolo reattore è un solo un primo passo sulla strada che potrebbe portare alla costruzione di grandi apparecchi di purificazione dell’acqua, utili alla grande industria.

NASA: i prossimi iPhone prodotti con materiali extraterrestri?


NASA: i prossimi iPhone prodotti con materiali extraterrestri?
“Questo iPhone viene da un altro mondo”. Ad oggi sembra solo il vaneggiamento di un fanboy incallito, in un futuro prossimo potrebbe essere semplicemente la verità: Apple ha infatti deciso di finanziare, con la prepotente cifra di 14 miliardi di dollari (divisi in 4 anni), un progetto di asteroid mining messo a punto dalla NASA, l’agenzia spaziale americana.
L’uso che Apple avrebbe fatto dell’enorme liquidità accumulata nel corso degli ultimi anni (circa 140 miliardi di dollari) è già da parecchi mesi al centro di speculazioni e ipotesi. Si è parlato a più riprese di un nuovo piano di dividendi e stock buyback oppure di qualche acquisizione importante nel campo tecnologico. Nessuno poteva immaginare un investimento come quello che l’azienda ha annunciato oggi con un comunicato ufficiale e che, lasciatecelo dire, ha una portata di rilevanza storica.

Asteroid Mining: il progetto
Il progetto della NASA consiste in soldoni nell’afferrare un asteroide e portarlo in orbita attorno alla Luna, o addirittura direttamente sulla Terra, per estrarre ingenti quantità di materiali rarissimi da trovare sul nostro pianeta, e/o molto preziosi. L’interesse per questo progetto non è storia nuova, ma il problema era trovare fondi sufficienti per la produzione di un rimorchiatore di asteroidi (qui il concept ufficiale). Mentre si cercava timidamente di raccogliere fondi con proposte come Un penny per la NASA, è intervenuta Apple, accelerando bruscamente le operazioni con una poderosa botta da 14 miliardi di dollari.
 
Gli interessi di Apple
Naturalmente, al di là del grande amore per la scienza che possano nutrire nella sede di Infinite Loop, non si muoverebbe una cifra così grossa senza la garanzia di un sicuro ritorno economico. Pare che durante l’incontro tra i vertici di Apple e NASA, Tim Cook e compagni siano rimasti “impressionati” dal progetto e dalla precisione con la quale è stato realizzato, tanto da aver deciso di triplicare, o quasi, la cifra del finanziamento che inizialmente si assestava sui 5 miliardi di dollari. La NASA svilupperà quindi le tecnologie necessarie ed Apple avrà una preziosissima, nonché storica, prelazione sui materiali raccolti.
 apple asteroid mining Apple finanzia progetto NASA: i prossimi iPhone prodotti con materiali extraterrestri?
Finalità del progetto
Quando si parla di progetti della NASA e di ricerca spaziale, non è facile porre limiti all’immaginazione. Non sappiamo ancora a quali materiali specifici possa essere interessata Apple e soprattutto che uso ne farà l’azienda, ma verosimilmente possiamo immaginare un iPhone 7 dalla scocca leggerissima (pochi grammi) e praticamente indistruttibile, batterie che durano mesi, schermi multistrato, e tutte le possibili tecnologie che attualmente sono rallentate dalla carenza di materiali o dagli alti costi di estrazione. Paradossalmente, allo stato attuale delle cose è diventato più semplice estrarre materiali rari dagli asteroidi che dal nostro pianeta.

Lo scorso anno la compagnia Planetary Resources aveva annunciato l’interesse a creare miniere su asteroidi, e da poco si è messa in coda anche Deep Space Industries. Sorvolando sul fatto che entrambe le compagnie hanno siti che sembrano usciti da un gioco di strategia dei primi anni 2000, pare evidente che a Cupertino si tema di perdere l’uscita esclusiva sul mercato con un prodotto creato da materiali spaziali. Da qui, molto probabilmente, la scelta di collaborare con la NASA in questa ambiziosa impresa “extraterrestre”.

Dichiarazioni ufficiali
Chris McKay, dirigente del centro di ricerca spaziale di Moffett Field, California, e responsabile del progetto di collaborazioen “lato N.A.S.A” ha dichiarato:
Siamo estremamente felici ed orgogliosi di collaborare con Apple. La ricerca spaziale viene spesso sottovalutata, ma può portare a grandi risultati per il bene di tutti ["for the benefits of all" è proprio il motto della NASA, ndr]. Speriamo che questo sia l’inizio di qualcosa di molto grande.
Toni entusiastici, per non dire epici, anche da Cupertino, stavolta è Bob Mansfield a parlare:
Collaborare con N.A.S.A. è incredibile, questo è senza ombra di dubbio il progetto più ambizioso al quale Apple abbia mai preso parte. Prepariamoci ad un salto generazionale nel mondo della tecnologia, ancora una volta con Apple che si farà portatrice di innovazioni straordinarie.
 Apple ha comunicato inoltre che il Dr. Lee Valentine, Chairman dello Space Studies Institute si unirà all’azienda (anche se non si sa ancora quando, di preciso) nel ruolo di Special Advisor, Space Technologies e lavorerà alle dirette dipendenze di Bob Mansfield.

mercoledì 20 marzo 2013

La Vera Storia degli " ABBATTITORI " Nefilim " " Giganti della GENESI che hanno abitato la Terra


ABBATTITORI 




I Giganti: un mito che abita da sempre
la Terra.

In tutte le culture si fa riferimento, in
qualche modo, ai giganti.

A partire dai versi della Bibbia, il viaggio di
conoscenza sulle tracce leggendarie di
questi esseri, antichi e mitologici, attraversa
continenti molto lontani e culture
estremamente diverse.

La loro presenza sembra essere
un'incredibile costante.





Un archetipo di tutte le civiltà.

Persino miti famosissimi come quelli
di Re Artù, di Merlino e di Stonehenge
sembrano avere a che fare con
queste creature.

Per qualcuno, però, non si tratta di
semplici miti.

C'è chi crede a un passato lontanissimo
e dimenticato, a un tempo sconosciuto
in cui una razza di uomini altissimi
avrebbe realmente abitato la Terra.






Quasi tutti i popoli fanno riferimento, nelle
loro leggende, a esseri colossali.

A volte sono creature magiche, altre
volte è da loro che discende la stirpe
umana.

Nell'Antico Testamento ci sono gli
Anakiti, i Refei e il famoso Golia,
sconfitto da Davide, alto oltre 3 metri.

Il biblico Og è, invece, l'ultimo sopravvissuto
di una razza ciclopica che supera i 4 metri
e che viene sconfitto da Mosè durante
la conquista di Canaan.

In Norvegia il gigante Ymir è il primo
essere vivente, quello da cui sarebbe
nato il genere umano.










In Africa, nel Ciad, gli abitanti sostengono
di discendere da un popolo di giganti.

E riferimenti a simili creature sono sia
nel libro indù del Mahabharata, che
nei testi sacri di Thailandia e Sri Lanka.

Le leggende messicane dicono, poi,
che la Terra di Anahuac era abitata
da giganti mentre i Maya ricordano
i colossali esseri chiamati
Quinatezmin.

E ancora: in Giappone, Germania,
Grecia e Inghilterra il mito dei giganti
è ben vivo e tramandato.


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Si possono seguire due piste per
trovare traccia dei giganti.

Da un lato esplorare i miti e le leggende
che potrebbero aver conservato antiche
memorie di queste creature, dall'altro
esaminare invece le tracce materiali e
gli indizi archeologici esistenti: analizzare
i ritrovamenti di ossa ancora non spiegati
e la funzione di alcune misteriose pietre.

Esiste, ad esempio, un luogo incredibile
e magico ai confini settentrionali della
Irlanda del Nord che sembra chiamare
in causa antichi ciclopi.

Lo chiamano Giant's Causeway: il selciato
dei giganti.

Si tratta di un'affascinante serie di rocce
che segue per 275 metri la costa, per
poi puntare, per altri 150 metri, verso
l'Oceano Atlantico e riaffiorare a
12 chilometri di distanza, sulle isole Ebridi.

Secondo la leggenda, le migliaia di
colonne di basalto nero, alte diversi metri,
sarebbero ciò che resta di una colossale
strada di roccia che avrebbe permesso
ad antichi giganti di attraversare a piedi
il mare di Irlanda e Scozia.

Ma in questo caso la scienza sembra poter
chiarire l'origine del manufatto.

Gli esperti sostengono che il selciato dei
giganti altro non sia che il risultato di
un avvincente e antichissimo fenomeno
vulcanico.

Cinquanta milioni di anni fa, tra l'Irlanda
e la Scozia la crosta terrestre si sarebbe
aperta in diversi punti e la lava uscita
avrebbe iniziato a solidificarsi molto
lentamente.

L'azione del tempo e le particolari condizioni
di pressione e temperatura di quel tratto
di mare, avrebbero dato vita alle incredibili
colonne esagonali che si possono ammirare
ancora oggi.




E che sembrano, effettivamente, opera umana.

Ma per un caso che potrebbe essere spiegato
scientificamente, ce ne sono altri che rimangono
insoluti.

E hanno tutti a che fare con storie di giganti.


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Il fatto che tanti popoli diversi presentino
leggende molto simili tra loro fa pensare
che possa esistere una forma di radice
comune.

Che possa esserci, insomma, qualcosa
di reale alla base di questi miti.

Esistono, inoltre, importanti ritrovamenti
archeologici.

Il più sorprendente è quello effettuato
in Ecuador.

Tutto inizia nel 1992, quando un sacerdote
locale, di nome Carlos Vaca, apre il suo
armadio pieno di ossa raccolte negli anni.


Ossa che, per gli scienziati che le analizzano,
diventano subito un rompicapo.

A partire da questi elementi, l'equipe
scientifica coordinata dal professor
Klaus Dona ricostruisce l'intero
scheletro dell'essere a cui tali ossa
sarebbero dovute appartenere.

L'incredibile risultato viene esposto nella
mostra Mystery Park a Interlaken in
Svizzera: lo scheletro di quello che
sarebbe potuto essere un gigante alto
7 metri e 40 centimetri.

Una ricostruzione assolutamente
sconvolgente.



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Buona lettura a tutti dalla redazione Uforoma.blogspot.com 
di Loris Paglia





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