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L'AMORE DI DIO PER GLI ESSERI UMANI E TENERO COME IL BACIO CHE MARIA DIEDE A GESU APPENA NACQUE Redazione di Loris Paglia

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martedì 29 gennaio 2013

Wikileaks: famiglia russa scomparsa dopo aver avvistato e ripreso un UFO – il video

Wikileaks: famiglia russa scomparsa dopo aver avvistato e ripreso un UFO – il video

La notizia è comparsa sul sito Spaceleaks, la versione russa di Wikileaks dove si parla di un UFO avvistato e ripreso sopra una abitazione nel settore residenziale privato di Kashtak, nella città Chelyabinsk. Questa la testimonianza raccolta attraverso il documento ritrovato nei database della CIA:
Ogni minuto che passa il mio cuore batte sempre più forte… La scorsa settimana, intorno alle 23.00, sono andato fuori di casa per parcheggiare la mia auto in garage, non appena ho lasciato il portico, sul lato destro della mia casa ho notato un forte bagliore, una sorta di vero abbaglio… la luce era come un “fascio di fuoco di una saldatura”, ma non faceva molto male agli occhi. Ero molto sorpreso e non sapevo cosa fosse.
Il misterioso velivolo era sopra l’angolo della casa e al di sopra delle case vicine, a circa 10-15 metri di altezza, quindi molto basso. Aveva la forma di un disco ma era scuro, ai lati c’erano delle luci rosse e sul lato destro del disco ci stava come una luce che girava emettebnto un fascio stroboscopico. Sono rimasto molto sorpreso dalla natura di questo UFO, infatti ne avevo sentito parlare, ma che in realtà non lo avevo mai visto…e penso che una volta che lo vedi, dovresti avere bisogno di una mentalità di ferro. Ero confuso, perché ero appena uscito dal garage della macchina, ma ho pensato che ero anche in possesso di una videocamera e questa stava proprio dentro il cassettino della mia automobile. Quindi ho avuto l’idea di correre fino alla macchina e prendere la videocamera, dopo mi sono subito precipitato verso l’angolo della casa e ho iniziato a girare il video che potete vedere“.
Il testimone racconta anche di misteriose persone che hanno fatto visita presso la sua abitazione e che hanno cercato di mettere a tacere tutta la sua famiglia, ricattandola semmai avessero reso di dominio pubblico il fatto. Forse si trattava di uomini dei servizi segreti russi? Quanto vi è di vero, di reale in tutto questo documento?



Il mio regno per uno struzzo





Riccardo III, rimasto solo e senza vie di fuga, grida disperatamente: “Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!”.
Molti ufologi, e anche tante altre persone curiose, non avendo regni da scambiare, forse in questo periodo stanno pensando: “Darei un braccio per sapere cosa è successo alla rotonda di Mortegliano l’undici febbraio!”.
Si tratta di frase retorica, come quella del disperato Riccardo III, perché se si può conoscere la verità senza perdere parti anatomiche importanti del proprio corpo, è meglio.
Allora, facciamo il punto della situazione.
Per prima cosa va detto che spetterebbe alle istituzioni indagare su questo e tanti altri episodi analoghi. Perché non lo fanno? Se il Pascià di Persia manda ambasciatori, chi gli mandiamo a riceverli, i netturbini?
Sarebbe un affronto se gli mandassimo incontro ortolani o maniscalchi e non qualche alto funzionario governativo, tanto è vero che anche nella filmografia fantascientifica quando un alieno viene sulla Terra chiede di parlare con i nostri capi. O almeno all’assemblea delle Nazioni Unite. E’ ovvio che non può ripetere mille volte le stesse cose che ha da dire.
Allora, se riconosciamo che in caso di visite da parte di extraterrestri sarebbe d’uopo coinvolgere gli apparati governativi, come mai il comandante dei vigili urbani di Mortegliano, il signor Piero Gallo, il 5 marzo scorso mi ha risposto che non hanno ricevuto nessuna segnalazione, né si sono registrati casi di perturbazioni elettromagnetiche?
Come mai i carabinieri, sempre di Mortegliano, il 13 marzo scorso mi hanno detto che non hanno informazioni in proposito e di ritornare quando c’è il maresciallo?
La fotocopia della mia carta d’identità l’hanno fatta e, se vorranno sapere qualcosa da me, di quello che so io, saranno loro a cercarmi, anche se essere cercati dai carabinieri non è mai qualcosa di piacevole.
Poiché, come dice Dostoevskij, gli esseri umani sono degli inveterati imbroglioni, posso dare per buona la risposta del signor Gallo, ma un po’ meno quella del piantone della caserma dell’Arma.
E questo per il semplice fatto che i carabinieri, anche se svolgono un servizio a contatto con la gente, sono un corpo militare, con regole di riservatezza e segretezza di vecchia data. Il fatto che siano stati i militari ad impossessarsi dei resti del disco volante caduto a Roswell nel 1947 e di quello caduto in Lombardia nel 1933, significa che ai militari piace accaparrarsi tecnologia sofisticata da usare contro il nemico, ché di nemici è facile trovarne a bizzeffe quando si ha la volontà di farlo.
Che fin dall’inizio siano stati i militari ad arrivare per primi e a gestire la faccenda degli UFO crash, ha dato un’impronta a quella che sarebbe stata l’ufologia nei decenni seguenti, tanto che al mistero su chi siano i visitatori non umani, va sommato il mistero creato ad arte dai nostri militari che fanno ogni sforzo per tenersi stretto il segreto. Evidentemente, devono avere qualche vantaggio a tenere nascosta la natura degli UFO e dei loro piloti, dal momento che nessuno investe enormi energie per celare un avvenimento se non ha un grosso tornaconto.
E’ stato suggerito che se la popolazione mondiale sapesse cosa accade veramente nei nostri cieli, si farebbe prendere dal panico e si avrebbe caos e anarchia generalizzati. Che l’uomo medio sia infantile e non sappia affrontare la verità può anche essere vero sul piano psicologico, ma la spiegazione del non voler gettare nel panico la gente diventa sempre più traballante ed è anche un pochino offensiva, perché ci danno dei minus habens.
Nel caso specifico, avendo intervistato il signor Aurelio Gasparini, titolare dell’allevamento di struzzi a Pozzuolo del Friuli, distantecinque Km da Mortegliano, ho trovato conferma del fatto che c’è qualcuno che sta depistando le indagini. Indagini che, ripeto, dovrebbero essere appannaggio delle autorità e invece vengono lasciate all’improvvisazione e alla buona volontà di pochi privati cittadini. I carabinieri, infatti, tengono conferenze stampa quando si tratta d’importanti operazioni di polizia: la possibile visita di un alieno non è abbastanza importante per rilasciare dichiarazioni alla stampa?
Il signor Gasparini ci tiene a ribadire, chiudendo possibilmente la questione una volta per tutte, che lui non c’entra in tutta questa storia. Lui è stato coinvolto da qualcuno di cui non si conoscono le generalità e, se i miei sospetti sono fondati, non si sapranno mai.
Il professor Antonio Chiumiento, il più famoso ufologo del Friuli che segue il caso, afferma di aver ricevuto una mail da un allevatore di struzzi, tale Ennio Basso, che diceva di aver visto la creatura aggirarsi nel buio, lamentando anche danni al recinto.
Siccome in zona, a detta del comandante dei vigili, non esistono altri allevamenti di struzzi oltre a quello del Gasparini e io non voglio mettere in dubbio la veridicità delle parole dell’ufologo, viene spontaneo chiedersi chi può aver spedito quella lettera, ammesso che esista un certo Ennio Basso che alleva struzzi senza che nessuno lo sappia.
Non solo, ma si è sparsa la voce che un paio di persone si siano recate dall’allevatore offrendosi di riparare il danno a loro spese. Non saranno mica iMan in Black visti dalla ragazza di Leonard, il testimone chiave, il giorno dopo l’avvistamento, proprio nei pressi della famigerata rotonda?
Sulla presenza dei famosi uomini in nero, resi celebri dall’omonimo film, non posso avere certezze, ma su quella dei volonterosi riparatori di reti non ci sono dubbi: è una frottola, come quella della rete squarciata e degli struzzi scappati.
Dopo vedremo chi e perché può aver messo in giro tali falsità.
Il signor Gasparini mi ha raccontato che ogni estate si tiene a Pozzuolo la festa dello struzzo, con degustazione di specialità di carni del medesimo animale. Quando c’è da riempirsi la ventraia, i miei conterranei crapuloni non si tirano indietro e sono sicuro che se facessero, da qualche parte in Friuli, la festa dell’uomo, non mancherebbero estimatori e buongustai ad assaggiare la prelibatezza delle carni umane. Durante la sagra di Pozzuolo si organizzano gite guidate alla fattoria del signor Gasparini, il quale in un’occasione ha contato fino a 500 persone in visita, con macchine parcheggiate in ogni dove attorno alla sua proprietà.
Facendo da cicerone, gli è successo di raccontare che tre anni fa un cagnetto era entrato nel recinto, non si sa come, e aveva messo nel panico i grossi uccelli, quindici dei quali, a una velocità di 60 Km/h sfondarono la rete e si dispersero nelle campagne. Aurelio e suo figlio Michele impiegarono cinque giorni a recuperarli tutti.
Secondo il signor Gasparini, dunque, fu qualcuno in visita in quella lontana occasione che, nei giorni seguenti all’avvistamento del febbraio scorso, parlò di rete squarciata e di fuga di uno o più struzzi, senza specificare che era una storia vecchia di tre anni fa. Un privato cittadino in vena di fare un dispetto al signor Aurelio.
Io, che sono un po’ più smaliziato, vedo una precisa regia dietro quella mail inviata all’ufologo. C’è qualcuno, in questo come in tanti altri casi, pagato per depistare e il coinvolgimento dell’unico allevatore di struzzi della zona non mira tanto a colpire il Gasparini, ma la credibilità del testimone chiave, Leonard D’Andrea, facendolo passare per chi non riesce a distinguere un uccello esotico da una creatura d’altri mondi.
Con la storiella dello struzzo scappato e con quell’altra dell’uomo sui trampoli, i nostri militari sono convinti di aver messo a tacere l’opinione pubblica, per l’ennesima volta presa in giro, nonché contenta di esserlo. Se ancora ci dovessero essere dubbi, i militari metteranno in campo il CICAP, attraverso il delegato regionale Steno Ferluga, e i quotidiani locali che getteranno discredito sultestimone e su chi si affanna ad indagare, ovvero su Leonard e sul professor Chiumiento.
Di questi due, quello che ci rimette di più è proprio il signor Chiumiento, la cui credibilità rasenta lo zero e che viene accusato di aver inventato di sana pianta l’intera faccenda, in combutta con Leonard, allo scopo di farsi pubblicità per il suo prossimo libro.
Per inciso, sia Steno Ferluga che Margherita Hack, entrambi astrofisici, fanno parte del CICAP, ma il primo sminuisce l’avvistamento e la seconda ammette l’esistenza di razze aliene. E allora, per una volta tanto che forse qualcuno è venuto a farci visita, non si potrebbe avere un comportamento serio da parte del CICAP? O tale organismo è solo un altoparlante dei militari e dell’Establishment? E il Ferluga e la Hack non potrebbero mettersi d’accordo, una buona volta?
Poiché non c’è solo il professore di Porcia ad indagare ma anche altri privati cittadini, se qualcuno dovesse osare fare domande indiscrete verrà tacciato di essere uno stravagante impiccione, ovvero un malato di mente che va a disturbare le autorità per delle sciocchezze. Per delicatezza i giornali taceranno il suo nome come nel caso del ricercatore di Aviano che ha avuto la sfrontatezza di chiedere un appuntamento al procuratore capo del tribunale di Udine, Antonio Bianciardi.
Inoltre, poiché il professor Chiumiento viene preso sotto gamba dai mass-media e attaccato da numerose persone sul web, i militari oltre al classico divide et impera, ottengono il risultato di mostrare alla gente quanto siano litigiosi gli ufologi, che non riescono a mettersi d’accordo neanche tra di loro.
Di modo che, l’ufologo di Aviano viene fatto passare per un impertinente, a me fotocopiano la carta d’identità (perché non si sa mai) e Chiumiento viene dato in pasto agli scettici e a tutti gli altri inveleniti curiosi che da dietro lo schermo di un computer si sentono dei novelli Savonarola.
Forse Chiumiento sbaglia a trincerarsi dietro la privacy, poiché non si rende conto di quanti nemici si stia facendo con le sue stesse mani, solo per voler essere corretti e non divulgare i nominativi degli altri testimoni. I quali non sanno che ogni volta che chiedono l’anonimato è come se piantassero un ulteriore chiodo nella bara della credibilità del professore.
E’ come se stringessero un po’ di più la corda attorno al collo dell’ufologo che, da una parte, si comporta eroicamente come un prete confessore che non svela segreti, ma dall’altra getta alle ortiche la sua credibilità di ricercatore serio e la sua dignità di uomo. Poi, a causa della sua estrema correttezza, ha poco da lamentarsi se riceve contumelie a josa su internet, nei forum dedicati.
L’unico che si salva è Leonard, che abbiamo visto in tivù e di cui non si può mettere in dubbio la buona fede, anche se c’è chi lo fa. Se qualcuno degli altri testimoni presenti presso la rotonda di Mortegliano il sabato, a Oderzo la domenica e alla periferia di Udine il martedì, dovesse farsi avanti e uscire dall’ombra, darebbe uno schiaffo morale agli stolti detrattori e ai critici di Chiumiento e costringerebbe i militari a correre ai ripari. Della serie: quando il gioco si fa duro….
Ma non solo, quelle persone di Pozzo di Codroipo, di Sedegliano e di Talmassons che la stessa sera di sabato 11 febbraio hanno visto la luce, in casa, accendersi e spegnersi, il forno a microonde partire da solo e i cellulari vibrare senza che fossero stati messi in tale modalità, perché non si fanno avanti?
E il quindicenne Denis Tavano, di Sclaunicco, vicino a Mortegliano, che la stessa notte ha inseguito un UFO con il suo Ape Piaggio, perché non si fa avanti?
E come faccio io ad intervistarli se non so dove abitano e Chiumiento si tiene ben stretti i loro indirizzi per non violarne la privacy?
C’è poi la coppia di fidanzati che ha visto e addirittura fotografato l’alieno il 25 febbraio, ben due settimane dopo il primo avvistamento, ma anche loro hanno chiesto l’anonimato. E quindi siamo sempre al punto di partenza!
Per ora l’ufologo di Porcia è utile ai militari e lo lasciano indagare, ma potrebbe arrivare il momento che qualcuno sparisca senza tanto clamore, come da prassi consolidata dei servizi segreti e come già successo molte volte negli USA, con le morti misteriose di astronauti ciarlieri e ufologi troppo invadenti.
Non voglio fare l’uccello del malaugurio, ma se qui stiamo giocando con il fuoco e dietro le saltuarie visite di esseri non umani c’è qualcosa di grosso che viene nascosto, i servizi segreti e le altre consorterie militari non si faranno scrupolo, in perfetto stile mafioso, a far fuori gl’importuni ficcanaso.
Concludendo, la mia opinione è che l’essere (o gli esseri) visto tra l’undici e il venticinque febbraio è un robot militare fatto circolare per testare le reazioni della gente, in un gigantesco esperimento sociale che sfocerà nella finta invasione aliena prossima ventura.
Un’invasione a colpi di ologrammi, in cui i dischi volanti ostili saranno falsi ma i morti saranno veri. L’umanità sgomenta chiederà a gran voce l’unione di tutti gli eserciti per sconfiggere gl’invasori e i militari del NWO saranno ben  felici di offrire la soluzione al problema da essi stessi creato.
Passata la buriana, con qualche milioncino di morti, l’umanità si ritroverà sotto un governo unico, con un’unica moneta elettronica, un’unica religione, un’unica polizia e ovviamente un unico esercito vittorioso.
L’oligarchia al potere si farà servire da qualche milione di schiavi, ci chiameranno “Lulu”com’era nei loro piani originali e magari a qualche alto papavero verrà in mente di farci costruire delle piramidi. Vecchio vizietto.
La storia, ciclica, si ripete. Torneremo all’epoca dei faraoni, gli struzzi torneranno a correre liberi nella savana e di ufologi non ce ne sarà più bisogno.

giovedì 24 gennaio 2013

La Russia comunica a Obama: “parla tu al mondo intero sugli Alieni, oppure lo diremo noi..”

La Russia comunica a Obama: “parla tu al mondo intero sugli Alieni, oppure lo diremo noi..”


Una sorprendente relazione del Ministero dei Lavori Esteri dice che  il primo ministro Medvedev, che sarà presente nel Forum Economico Mondiale di questa settimana,  dichiarerà ufficialmente che la Russia ha già avvertito il presidente Obama che “è giunto il momento” per il mondo di conoscere la verità sugli Alieni, e se gli Stati Uniti non parteciperanno a questo annuncio , il Cremlino lo farà da solo.
Il WEF (Il Forum) è una fondazione svizzera no-profit, con sede a Cologny, Ginevra e si descrive come un’organizzazione internazionale indipendente impegnata a migliorare lo stato del mondo, che coinvolge le imprese, i leader politici, accademici e altri imprenditori delle società per dare forma globale ai programmi per l’industria.
Medvedev inaugurerà l’apertura di questo forum di quest anno che durerà per 5 giorni ed è già iniziato ieri 23 gennaio, in cui saranno presenti ben 50 capi di governo tra cui la Angela Merkel dalla Germania e David Cameron della Gran Bretagna .
E’ da notare che nel forum di quest’anno, il WEF nella sua Sintesi 2013 è prevista per il dibattito la discussione di numerevoli elementi nel quadro di fattori X, tra cui la categoria Natura, che comprende la “scoperta di vita aliena”, della quale anche: “La prova della vita altrove, nell’universo potrebbe avere profonde implicazioni psicologiche per i sistemi di credenze umane.”
Presidente Russo Medveded conferma quanto detto “fuori onda”: “gli alieni sono tra noi” –  il video



Presidente Russo Medveded conferma quanto detto “fuori onda”: “gli alieni sono tra noi” – il video


Dopo le ultime dichiarazioni di Medvedev rilasciate “fuori onda” in cui si sostiene che non solo i russi sanno dell’esistenza di alieni con basi sulla terra, ma che addirittura nella valigetta che contiene i codici di lancio dei missili nucleari, vi siano due cartellette che descrivono dettagliatamente dove sono collocati gli alieni nel territorio russo. Queste cartellette vengono passate da un presidente all’altro.
Riportiamo l’intervista col testo esatto delle dichiarazioni di un “ex” presidente russo (quindi attendibili).
Abbiamo trovato anche un filmato dove si vede chiaramente che le dichiarazioni “fuori onda” …tali non sono state, in quanto se è pur vero che la prima telecamera fissa aveva abbandonato l’immagine di Medvedev, un’altra tenuta in spalla lo inquadrava da vicino in una posizione che non poteva non essere notato dall’ex-presidente russo….e le dichiarazioni le ha rilasciate rispondendo a precise domande di un’intervistatrice. Ad ognuno di voi farsi un giudizio di quanto è accaduto.

INTERVISTATRICE: “C’e’ in giro l’opinione che su alcuni avvenimenti esistano dei “dossier” molto voluminosi con sopra scritto “SEGRETISSIMO”, e che la’ siano racchiusi tutti i segreti del mondo, e che Voi sappiate assolutamente tutto. Per esempio, se sono o no venuti sulla Terra degli extraterrestri, i cosiddetti “omini verdi”.
PRESIDENTE MEDVEDEV: “Dunque, lo dico a lei per la prima e ultima volta. Insieme alla “valigetta con i codici nucleari”, al presidente della Nazione (si intende la Russia, n.d.t.) viene portata una speciale cartella, su cui è scritto “SEGRETISSIMO”.
Questa cartella è interamente dedicata agli extraterrestri che hanno visitato il nostro pianeta. Nello stesso tempo viene trasmessa una RELAZIONE assolutamente riservata dal reparto dei Servizi Segreti che si occupa della presenza degli extraterrestri sul territorio del nostro Paese. Queste due cartelle di documenti vengono consegnate assieme alla “valigetta nucleare”. A mandato terminato, tali cartelle vengono conseguentemente passate al nuovo presidente. Un’ informazione più precisa su tale questione la potete avere guardando il noto film-documentario “The Men in Black” – ce ne sono diverse versioni”.
INTERVISTATRICE : “Quanti sono tra di noi gli extraterrestri?”
PRESIDENTE MEDVEDEV: “Quanti sono tra di noi non lo posso dire, in quanto ciò potrebbe destare il panico”.





domenica 20 gennaio 2013

H.A.A.R.P. sguinzaglia il “raggio della morte” di Tesla

H.A.A.R.P. sguinzaglia il “raggio della morte” di Tesla

Stanno emergendo inquietanti prove circa un uso di H.A.A.R.P. come arma. Il fisico brasiliano, Dottor Fran De Aquino, ha recentemente affermato che la rete completamente funzionale di H.A.A.R.P. non è atta solo a modificare gli eventi geofisici: infatti può anche influire sul continuum spazio-temporale e sulla gravità.
Le onde radio di H.A.A.R.P. possono essere modulate e dirette verso qualunque bersaglio del pianeta: la tecnologia degli impianti H.A.A.R.P. è fondata su alcune delle ricerche più avanzate del leggendario inventore e scienziato serbo, Nikola Tesla. Tesla lavorò per decenni ad una tecnologia rivoluzionaria denominata “teleforce”, un potente raggio che, secondo il suo ideatore, avrebbe cambiato per sempre le strategie belliche.
Recentemente, bizzarre aurore boreali ed aberrazioni di varia natura hanno richiamato l’attenzione sulla possibilità che gli elementi della tecnologia H.A.A.R.P. siano stati dotati del “raggio della morte”, dispositivo inventato da Tesla. E’ un raggio che funziona con la propagazione di frequenze radio capaci di distruggere i legami che tengono insieme le molecole.
Sparizioni misteriose
Già nel 2009 la superarma H.A.A.R.P. lasciò la sua firma su una piccola isola messicana nel Golfo del Messico, l’isola Bermeja che un giorno c’era e semplicemente il giorno successivo era scomparsa.
Il mistero non è mai stato risolto. La spiegazione ufficiale chiama in causa il “riscaldamento globale” e l’aumento del livello del mare, ma il livello dell’acqua non era salito nel 2009 né risultarono fenomeni di subsidenza.
Cleo Paskal, docente associato presso il Royal Institute of International Affairs di Londra, osserva: “Nel settembre 2009 è stato riferito che, pur essendo sulle mappe per secoli, la piccola isola di Bermeja, nel Golfo del Messico, non poté all’improvviso più essere trovata. Il governo messicano inviò aerei e navi ed usò i satelliti per cercare di localizzare l’isola, ma invano. […]
Prima che l’isola cessasse di esistere, strani fenomeni furono segnalati nel Golfo del Messico. Furono visti archi chimici associati ad una massiccia irrorazione di chemtrails. Furono scorti vortici misteriosi nelle acque normalmente calme. I marinai nelle vicinanze dell’isola di Bermeja, il giorno della sua scomparsa, riferirono di una bizzarra rifrazione della luce nel cielo. La testimonianza dei pescatori fu liquidata come “avvistamento di U.F.O.” (sic) Tuttavia gli archi chimici ed i vortici sono segni rivelatori di attività H.A.A.R.P. e non ci riferiamo a studi della ionosfera.
Un’altra isola è recentemente scomparsa. Anche questa era lì un giorno ed è sparita il dì successivo. Si tratta di New Moore Island, un isolotto rivendicato dall’ India e dal Bangladesh. Potrebbe essere che entrambe le sparizioni sono state causate da sperimentazioni di una tecnologia radicalmente nuova basata sulle armi congegnate da Nikola Tesla?
Dicono di H.A.A.R.P.
H.A.A.R.P. è stata sempre considerata un’arma dalla compianta scienziata Dottoressa Rosalie Bertell che ha scritto: “Gli effetti non lineari di un miliardo di watt di potenza effettiva irradiata sono diretti verso la ionosfera dal trasmettitore H.A.A.R.P. I livelli di potenza irradiata possono toccare i 4,7 miliardi di watt! L’energia in determinate frequenze, quando raggiunge le parti esterne della ionosfera, può essere amplificata fino a 1.000 volte da processi naturali. Questo fenomeno è stato registrato dagli scienziati della U.C.L.A. (Università di Los Angeles, n.d.t.): essi hanno osservato i risultati di queste amplificazioni di potenza. […]
Alcuni ricercatori degli impianti H.A.A.R.P. in Alaska e Perù credono che la potenza irradiata sia ora di circa 10 miliardi di watt. Questo campo elettromagnetico configurato attraverso il “teleforce” potrebbe non solo vaporizzare le isole e le montagne, ma intere città. E ‘una capacità bellica che Tesla affermava di aver creato più di novant’anni fa.
Il fisico Dottor Fran De Aquino lancia l’allarme circa le micidiali capacità di H.A.A.R.P.
“H.A.A.R.P. è un sistema che può essere impiegato per abbattere missili e aerei, interferendo sui loro sistemi di guida e provocare perturbazioni atmosferiche che possono causare il malfunzionamento dell’avionica. […] Abbattere velivoli era la funzione originaria dell’arma “teleforce” che potrebbe teoricamente deviare un intero pianeta dalla sua orbita, come la Morte Nera nella celebre saga cinematografica di George Lukas, ‘Star wars’.
L’arma di Tesla
In un articolo pubblicato dal “New York Times” il giorno 8 dicembre 1915 si legge: “E’ perfettamente possibile trasmettere l’energia elettrica senza fili e produrre effetti distruttivi a distanza. Ho già costruito un trasmettitore wireless che rende possibile tutto questo ed è descritto nelle mie pubblicazioni tecniche, tra le quali mi riferisco al mio numero di brevetto 1.119.732, registrato di recente. Con i trasmettitori di questo genere siamo in grado di trasmettere energia elettrica in qualsiasi quantità a qualsiasi distanza e possiamo applicarla in campi innumerevoli, sia in guerra sia in pace. Attraverso l’adozione universale di questo sistema, le condizioni ideali per il mantenimento della legge e dell’ordine saranno realizzate, perché allora l’energia necessaria per l’applicazione del diritto e della giustizia sarà disponibile in qualsiasi momento per l’attacco come per la difesa. […]
L’episodio della Tunguska, risalente al 1908, quando una parte della taiga fu incendiata, si deve ad un esperimento di Tesla con l’arma “teleforce”? Nonostante l’inventore serbo non potesse più contare su cospicui finanziamenti, Tesla non smise mai di lavorare sul suo “raggio della morte”.
Un altro articolo su Tesla apparso sul “New York Times” il 22 settembre 1940 riferisce: “Nikola Tesla, uno dei veri grandi inventori, che ha celebrato il suo ottantesimo e quarto compleanno il 10 luglio, asserisce di essere pronto a divulgare al governo degli Stati Uniti il segreto della sua ‘teleforce’, con la quale i motori dei velivoli possono essere fusi ad una distanza di 250 miglia, in modo da costruire una sorta di invisibile muraglia cinese a protezione degli Stati Uniti”. La ‘teleforce’, ha spiegato Tesla, si basa su un principio completamente nuovo della fisica, che nessuno ha mai sognato, un principio diverso da quello alla base di invenzioni relative alla trasmissione di energia elettrica a distanza. […]


La macchina del tempo è in Vaticano? Il cronovisore di Padre Ernetti mito o realtà? (video)

La macchina del tempo è in Vaticano? Il cronovisore di Padre Ernetti mito o realtà? (video)

Negli anni ’70 aveva destato molto scalpore la pubblicazione, sui giornali dell’epoca, di articoli sulla supposta invenzione di una macchina del tempo, realizzata da Padre Ernetti. La leggenda della stessa ha sempre suscitato l’attenzione di molti, lo stesso Isamov che ne parlerà in un suo racconto, con particolari, mai confermati, della collaborazione alla stessa di scienziati quali Fermi.
Il cronovisore è un apparecchio in grado di captare suoni e immagini del passato, la sua descrizione fu fatta, per la prima volta, nel racconto Il cronoscopio, di Isaac Asimov che ne descrisse modello e funzionalità avvallando l’immaginazione collettiva.
I più conoscono questa tecnologia per l’invenzione, almeno presumibile, di Padre Pellegrino Ernetti che, negli anni settanta, secondo quanto le storie fanno risalire, brevettò ed inventò un apparecchio innovativo del quale però non si è mai vista prova concreta. Pellegrino Ernetti era un monaco benedettino molto conosciuto come esperto di musica, filosofo, fisico, elettronico ed esorcista.
Foto sopra: il Cronovisore e sotto Padre Ernetti

La rivelazione della suddetta invenzione fu fatta dallo stesso ecclesiastico,  nel corso di un’intervista, nella quale  lo stesso definiva la sua invenzione come una macchina del tempo.
All’apparecchio collaborarono diversi scienziati, molti dei quali non furono mai rivelati. Gli unici di cui si ha diretta conferma sono Enrico Fermi e del “mago dei razzi” Wernher von Braun.
L’apparecchio funzionerebbe mediante delle energie, ovvero  tracce lasciate dagli uomini nell’atmosfera anche dopo la morte. Queste tracce divengono energia visiva e sonora, con la possibilità di essere poi captate.
Nell’intervista egli stesso affermò: «L’intera elaborazione si basa su un principio di fisica accettato da tutti, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si distruggono ma si trasformano e restano eterne e onnipotenti, quindi possono essere ricostruite come ogni energia, in quanto esse stesse energia.»
In particolare va notato come il principio di funzionamento dell’apparecchio altro non è che una messa in opera della tesi di Albert Einstein in particolare in merito alle teorie relativistiche.
Pur non esistendo fonti attendibili, materiali o scritte, inerenti tale costruzione, il cronovisore è divenuto centro nevralgico di molte storie e leggende. Una di queste vuole che l’apparecchio sia a tutt’oggi custodito nelle segrete del Vaticano. Ovviamente la Chiesa non ha mai fornito alcun riscontro, pertanto l’esistenza del cronovisore resta celata nel più totale mistero.


Trovato il fossile di un’alga in un meteorite caduto a Dicembre nello Sri lanka

Trovato il fossile di un’alga in un meteorite caduto a Dicembre nello Sri lanka

Gli scienziati dicono che nel meteorite trovato in Sri Lanka potrebbe contenere resti di alghe fossili, ovvero quello che potrebbe essere il primo segno di vita extraterrestre.
La prima forma di vita extraterrestre sarebbe stata scoperta per la prima volta in un meteorite caduto nello Sri Lanka il 29 dicembre scorso. Una ricerca pubblicata sul ‘Journal of Cosmology’ annuncia il ritrovamento di alghe fossili unicellulari, diatomee, nella condrite carbonacea caduta nel North Central Province, vicino al villaggio di Araganwila. Lo studio proviene da tre ricercatori della University of Buckingham, della Cardiff University e del Medical Research Institute di Colombo, Sri Lanka. 

Un meteorite carbonioso di questo tipo possiede una composizione molto simile ai planetesimi, i corpi che miliardi di anni fa diedero forma ai pianeti del sistema solare. In molti meteoriti del genere sono stati scoperti acqua e materiale organico, inclusi amminoacidi. I ricercatori sono certi che il meteorite Polonnaruwa, questo il nome con cui è stato classificato, non è stato contaminato da rocce terrestri: è stato visto cadere dal cielo e raccolto subito dopo, ma soprattutto i fossili di diatomee sono ben incastonati nella sua matrice. Le diatomee scoperte nel meteorite assomiglierebbero a quelle terrestri della specie Sellaphora blackfordensis.

Nel meteorite inoltre si possono ben osservare agglomerati di olivina tipici di questo tipo di rocce. Per confronto con altri meteoriti sembra inoltre che esso derivi da un frammento cometario associato alla cometa Encke. Le analisi, ancora in corso, dicono che al suo interno vi sarebbero inoltre elementi che arriverebbero dal di fuori del sistema solare. 

“I nuovi dati su queste diatomee fossili sembrerebbero fornire forti prove a supporto della teoria della Panspermia Cometaria”, spiegano gli studiosi, ossia la teoria in base a cui la vita sul nostro pianeta e altri mondi potrebbe essere stata portata dalle comete. Per maggior sicurezza, sebbene l’articolo sia già stato accettato per la pubblicazione, il meteorite verrà prossimamente posto al vaglio di altri ricercatori che cercheranno ipotesi alternative alle ‘diatomee extraterrestri’.



Brasile: disco volante cade su un automobile a Feira de Santana nello stato di Bahia

Brasile: disco volante cade su un automobile a Feira de Santana nello stato di Bahia


Sarebbe tragico se non fosse ridicolo. Una macchina è stata distrutta dopo che la struttura di una struttura architettonica a forma di disco volante si è schiantata a terra e sopra l’auto del proprietario. Il fatto è accaduto nelle prime ore di Venerdì 18 Gennaio 2013 a Feira de Santana, 109 km da Salvador nello stato di Bahia in Brasile. Il veicolo una Corolla era parcheggiata al momento dell’incidente, avvenuto intorno alle  4 del mattino e per fortuna non ci sono stati feriti.


La struttura era stata costruita dall’architetto peruviano Gabriel Torres Vega, di 78 anni. Ha detto che la struttura era adibita a casa-uffico e da tre anni a questa parte si era iniziato ad arriginire, provocando poi il crollo verticale.
Il disco volante e il veicolo sono stati completamente distrutti. Peccato, anche perchè era diventato un punto di riferimento ben noto nel quartiere della Muchila, per oltre 30 anni. I residenti sono affranti da questo evento e molti hanno pianto la perdita di questa casa a forma di disco volante, anche perchè era un emblema di questa zona e molti lo ricordano fin dai tempi dell’infanzia. L’ufficio a forma di disco ha sempre attirato molta attenzione di persone, soprattutto bambini.


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