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L'AMORE DI DIO PER GLI ESSERI UMANI E TENERO COME IL BACIO CHE MARIA DIEDE A GESU APPENA NACQUE Redazione di Loris Paglia

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sabato 22 febbraio 2014

Vimana: Aeronavi dal mondo antico



Un tempo gli dèi si mostravano agli uomini nei vimana, splendidi velivoli frutto di una tecnologia impressionante. Negli antichi trattati indiani il segreto della loro costruzione e gli eventi catastrofici che mutarono la Terra.
È ormai assodato che le più antiche civiltà terrestri maturarono alte conquiste nel campo letterario, artistico, politico e metafisico, espressione di un elevato grado di crescita intellettuale fiorita nel corso degli anni. Diversi regni potenti si succedettero nel dominio di vasti territori del mondo conosciuto, con l’annessione di altri popoli sotto la loro egida, segno di una compagine statale determinata ed efficiente.

Il primo passo da compiere è accogliere con mente aperta gli antichi testi sacri in chiave scientifica, svelando in tal senso l’oscura terminologia di individui che assistettero a fenomeni fuori della loro comprensione. Se nei medesimi libri troviamo, però, dettagliate descrizioni tecniche in un linguaggio moderno di strane macchine mosse da un’energia sconosciuta, le cose assumono un’altra prospettiva. Lo scrittore, anche se all’oscuro di principi aeronautici, padroneggiava specifiche conoscenze che gli permisero di svelare un’antica scienza. Ammetterlo conduce al passo successivo, la ricerca comparata di prove che svelino il segreto dei vimana.

Aeronavi per dominare il cielo

La parola vimana in sanscrito è formata dal prefisso vi, “uccello” o “volare”, e dal suffisso man che indica “luogo abitato costruito artificialmente”. Il vocabolo assume così il significato di “uccello artificiale abitato”.
Qual`era in realtà la struttura di un Vimana? Nella sezione relativa alla scelta dei materiali viene specificato che i metalli utili alla sua realizzazione, di 16 leghe differenti, devono essere “infrangibili, impossibili da tagliare, incombustibili e indistruttibili”, tali da resistere alle deviazioni nello spazio-tempo.
Il cuore di volo, come appare in dettaglio nello Shakuna Vimana, è collocato nell`albero cavo centrale. Cellule fotosensibili semoventi collegate a un particolare cristallo convogliano l`energia solare in una batteria, i cui acidi rimescolati convertono in corrente elettrica che aziona un motore a turbina, alimentato da un combustibile non specificato. Ali retrattili e coda per manovrare negli strati più densi dell`atmosfera, propulsori laterali e piedi di atterraggio analoghi ai moduli lunari spaziali completano il vimana.
Uno dei testi che spiega nei dettagli il funzionamento dei Vimana è sicuramente il “Vaimanika-Shashtra” in cui è spiegato che i motori di questi velivoli era principalmente motori a propulsione interna che utilizzavano il mercurio come carburante, anche se su questo punto ci sarebbe un po’ di incertezza perchè è più facile che il mercuirio venisse utilizzato più propriamente come catalizzatore di energia e non come vero e proprio combustibile.
Nel 1875, venne scoperto un antico manoscritto del IV sec. a.C. composto dal saggio Bharadwaja (presumibilmente basato su fonti di epoca vedica), il Vymaanika-Shastra o Scienza dell’Aeronautica, che riporta in dettaglio la costruzione e le caratteristiche di volo di un vimana, il quale si differenzia in quattro modelli principali dalle diverse funzioni: Shakuna, Sundara, Rukma e Tripura. I disegni che emergono in base alle descrizioni mostrano autentiche aeronavi per la dominazione dei cieli.
Il testo contiene in apertura questa affermazione:
“Gli esperti in scienza aeronautica dicono: ’Ciò che può volare da un posto all’altro è un Vimana’. Gli esperti dicono che ciò che può volare nell’aria, da un’isola ad un’altra isola, da un mondo ad un altro mondo, è un Vimana”.
Ricordiamo inoltre che il nome di questo volume “Vaimanika-Shashtra” significa letteralmente “pratiche aereonautiche” il che farebbe capire quanto effettivamente i popoli antichi conoscessero queste tecnologie fantascientifiche e non erano dunque solo supposizioni di funzionamento.
Il Vymaanika–Shastra, dopo aver fornito istruzioni sull’equipaggiamento e la dieta dei piloti simile a quella degli astronauti, prosegue elencando 32 segreti che gli stessi devono adottare in volo, il più importante dei quali il trasferimento di poteri spirituali latenti nell’uomo alla macchina stessa. Seguono: invisibilità, alterazione della forma, velocità ipersonica, radar, telecamere spia e apparati di rilevamento sonoro, raggi infrarossi, creazione di ologrammi per confondere i nemici, concentrazione della luce solare su vaste zone, oscurità temporanea, armi ultrasoniche e batteriologiche. Poche le differenze con gli odierni velivoli spia.
Nel testo vi è inoltre un intero manuale dedicato alle tecniche di pilotaggio e “trucchi del mestiere” di questi Vimana:
MAANTRIKA : l’invocazione di mantra che permetterà ad uno di ottenere certi poteri spirituali ed ipnotici cosicché possa costruire veicoli volanti indistruttibili
TAANTRIKA : dall’acquisizione di qualcuno dei poteri tantrici , il pilota può nascondere il suo “aereo”
GOODHA : permette al pilota di rendere il suo Vimana invisibile ai nemici . Adrishya ottiene lo stesso risultato attraendo la forza del flusso etereo nel cielo.
PAROKSHA : esso mette in grado il pilota di paralizzare gli altri Vimana e di metterli fuori combattimento.
APAROKSHA : il pilota può servirsi di questa abilità per proiettare fasci lucenti dal fronte della sua nave per illuminare la sua via.
VIROOPA KARANA : con questa capacità al comando , il pilota può produrre un temporaneo fumo , può caricarlo con le calde onde del cielo e far assumere alla sua nave una forma terrificante che garantisce grandi fremiti in coloro che guardano .
ROOPAANARA: può permettere al Vimana di assumere forme come quelle del leone , della tigre , del serpente , di una montagna per confondere gli osservatori.
SUROOPA : se qualcuno può attrarre i 30 tipi di “forza Karaka” , può far sembrare il Vimana una damigella paradisiaca addobbata con fiori e gioielli .
PRALAYA : comprime la forza elettrica attraverso i cinque tubi aerei cosicché il pilota possa distruggere ogni cosa come in un cataclisma . Vimukna manda una pozione velenosa nell’aria per causare uno stato di insensibilità totale e di coma.
TAARA : questa capacità , una volta governata , fornisce al pilota un altro metodo per eludere il contatto col nemico o per nascondere i propri intendimenti agli osservatori : Miscelando con la forza eterea 10 parti di forza aerea , 7 parti di forza acquea e 16 parti di capacità solare , e proiettandole dalle parti dello specchio stellato attraverso il tubo frontale del Vimana , l’apparizione di un cielo stellato è creata.Un’interpretazione moderna potrebbe essere quella dell’aereo invisibile ai radar.
SAARPA-GAMANA : questo segreto permette al pilota di attrarre le forze dell’aria , unirle con i raggi solari e passare la mistura attraverso il centro della nave così che il Vimana avrà un movimento a zigzag come un serpente.
Quest’ultima voce risulta particolarmente interessante se la paragoniamo ai più accreditati avvistamenti ufologici. Il procedere a zig-zag è una delle principali caratteristiche di autenticità in un avvistamento UFO
ROOPAAKARSHANA : permette al pilota di vedere dentro al Vimana nemico.
KRYAAGRAHANA: permette ad un pilota di spiare tutte le attività che avvengono al di sotto sulla terra.
JALADA ROOPA : le sue istruzioni permettono al pilota di sapere le corrette proporzioni di alcuni composti chimici che miglioreranno il Vimana e gli daranno la forma di una nuvola.
Ma il Vymaanika–Shastra non è l’unica opera in circolazione sui Vimana; nella letteratura indiana, la quasi totalità dei testi sacri ne fa menzione, dai quattro Veda, ai Brahmana, allo Srimad–Bhagavatam sino a comparire in numerosi trattati di varia natura, classificati come cronache documentate. Tra questi, il Samarangana Sutradhara stabilisce che le aeronavi disponevano di una propulsione a mercurio e potevano muoversi anche grazie al suono. Il Drona Parva, una parte del più ampio Mahabharata, ce ne illustra le modalità:
“La Mente divenne il suolo che sosteneva quel vimana, la Parola divenne il binario sul quale voleva procedere…E la sillaba OM piazzata davanti a quel carro lo rendeva straordinariamente bello. Quando si mosse, il suo rombo riempì tutti i punti della bussola”.

Gli scienzati dell’Aria

Durante la lettura di questo testo sono emerse delle realtà incredibili, infatti sembrerebbe che gli indiani del 13000 a.c. conoscessero benissimo la composizione degli atomi dei materiali e inoltre sapessero perfettamente il modo in cui gli elettroni si spostano all’interno degli atomi, ma non solo, nel volume si parla chiaramente delle leggi della fisica classica (che verrà scoperta solamente 13500 anni dopo) della gravitazione universale, inoltre hanno associato questi fenomeni fisici ad alcuni numeri fondamentali che sono poi i numeri dei vari composti chimici che sono stati formati sulla Terra proprio grazie a queste interazioni gravitazionali.
Una delle cose più sorprendenti letta in questi manoscritti è senz’altro quella che riguarda il sistema antigravitazionale di queste navicelle, sembra infatti che questo particolarissimo e futuristico sistema venisse controllato totalmente con impulsi mentali.
Nei giorni d’oggi abbiamo appena mosso i primi passi verso il controllo dei velivoli con la mente, infatti alcuni caccia militari vengono controllati mediante il movimento degli occhi del pilota, certo che da qui a costruire dei sistemi antigravitazionali controllati con la mente il passo è lungo; questo fa intendere quanto questi “Dei” del passato fossero tecnologicamente molto più avanzati di noi già 15000 anni fa.
Ma i Vimana non venivano utilizzati solo come mezzi di locomozione, ma anche come mezzi militari; si parla infatti in questi manoscritti delle guerre millenarie svolte tra gli Dei nei territori desertici dell’attuale Sri-Lanka, in queste zone ancora oggi si trovano resti di città completamente vetrificate da qualcosa che ha a che fare con esplosioni atomiche antichissime, in questi testi si parla infatti di armi potentissime e impressionanti che possono in un qualche modo essere comparate alle nostre attuali.

Ingegneria Militare

Il Mahabharata descrive un utilizzo tattico dei vimana in guerre campali, con il lancio di proiettili sfolgoranti che vaporizzano le creature seminando il panico e narra le vicende del monarca Salva che, desideroso di annientare la città di Krishna, ottiene dall’architetto di un altro sistema planetario un portentoso vimana. Il re bombarda inizialmente dall’alto la cittadella con sassi e tronchi d’albero, e utilizza in seguito un’arma capace di manipolare le condizioni atmosferiche, ma alla fine Krishna otterrà la sua vittoria fronteggiando in cielo Salva grazie a un missile ad ultrasuoni che uccide all’istante. L’episodio svela che l’uomo, debitamente istruito, era pur sempre impotente di fronte a una simile tecnologia, appannaggio degli dèi, che portò millenni prima al trionfo del glorioso Impero Rama, in una terribile guerra stellare ricordata nel Ramayana di Valmiki.
Vimana ripoduzione 3D grazie alle indicazioni riportate negli antichi testi
Questi versi, che riporto di seguito, sembrano risvegliare in noi, lettori del 2000, paure ancestrali agghiaccianti, nate nel nostro animo dal 1945 in poi con l’avvento dell’era atomica;
“Un solo proiettile, carico di tutta la potenza dell’universo. Una colonna incandescente di fuoco e fumo, lucente come diecimila soli, si levò in tutto il suo splendore.. era un’arma sconosciuta, un fulmine di ferro, un gigantesco messaggero di morte, che ridusse in cenere l’intera razza dei Vrishnis e degli Andrakas… I cadaveri erano così bruciati da essere irriconoscibili. I loro capelli e le loro unghie caddero, il vasellame si ruppe senza causa apparente, e gli uccelli divennero bianchi. Nel giro di poche ore, tutti i cibi erano diventati infetti.. per sfuggire a questo fuoco, i soldati si gettarono nei fiumi, per lavarsi e lavare i loro equipaggiamenti…. Quella potente arma portò via masse di guerrieri, cavalli, elefanti e carri, come fossero foglie secche degli alberi.”
Vi è anche la descrizione dello scontro fra due di questi missili in cielo:
“…Le due armi si incontrarono in cielo, in mezzo all’aria. Allora la terra, con tutte le sue montagne, i mari e gli alberi prese a tremare, e tutte le creature viventi furono riscaldate dall’energia delle armi, e gravemente danneggiate: I cieli avvamparono e i dieci punti dell’orizzonte si riempirono di fumo…”
Non siete soddisfatti? E allora eccovi le misure di questa bomba o arma che dir si voglia:
” Uno strale funesto come la verga della morte. Misurava tre cubiti e sei piedi. Dotato della forza dell’Indra dai mille occhie era rovinoso per tutte le genti e le creature viventi..”
In un altro testo indiano, il Ramayana, sembra esistano curiose descrizioni di viaggi aerei, descritti con tanta dovizia di particolari (frangenti sulla spiaggia, curvatura della terra, i pendìì di monti e colline, l’aspetto di fiumi, città e foreste) da far pensare che veramente questo sia il resoconto di un viaggiatore aereo dei tempi remoti.
Sempre in India, l’ antica, e misteriosa, città di Mohenjo-Daro, vero modello urbanistico per l’epoca, presenta alcune anomalie molto strane: la sua stessa distruzione fù improvvisa e, dal ritrovamento di alcuni oggetti vetrificati, pare che sia stata sottoposta ad un’ondata di calore pari a 1500° centigradi ed ad un subitaneo raffreddamento: proprio gli effetti che avrebbe una bomba atomica fatta scoppiare al suolo. Naturalmente è superfluo affermare che nessun incendio potrebbe mai creare tale ondata di calore.
I pochi scheletri ritrovati fanno pensare che la città fosse stata abbandonata poco prima della distruzione; inoltre, tali scheletri, ben lungi dall’essere contrassegnati da ferita di arma bianca, sono altresì estremamente radioattivi!
Ecco un brano tratto dall’epopea di Rama, mitico semi-dio indiano, narrata nel Ramayana:di ritorno da Lanka, dove si è recato per salvare la moglie, Sita, rapita dalle forze malvagie, il nostro eroe viene munito di uno di questi famosi velivoli, conosciuti come vimana:
Rama: “Sembra che il movimento di questo veicolo sia cambiato..”
Vishishara: ”ora questo veicolo si sta allontanando dal centro del mondo..”
Sita: ”Come mai questo circolo di stelle appare..persino di giorno..?”
Rama: ”Regina! E’ davvero un circolo di stelle, ma a causa dell’enorme distanza noi non possiamo scorgerlo durante il giorno, perché i nostri occhi sono offuscati dalla luce del sole. Ma ora, con l’ascesa di tale veicolo, questo non ha più ragione di essere..e così noi possiamo vedere le stelle..”
[Fonti varie del web]

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